venerdì, 03 luglio 2009
La truffa

E sappiamo tutti che quella del millennio appartiene a Madoff. Sulla genialità, seppur diabolica, del gioco finanziario avevo anche scritto una buona paginetta, ma sono troppo pigro per riportarla dal cartaceo al testo online; lo farò con più calma.
Vorrei però proporre una riflessione, l'ennesima, sull'economia.

L'economia reale potrebbe essere quella che attribuisce alle cose un valore in base alla loro utilità, sia essa reale o fittizia, ossia creata da bisogni simulati. Utilità percepita dal consumatore; una zappa vale molto per un contadino e quasi nulla per un pescatore.
Mi verrebbe perciò da dedurre che l'economia speculativa si basi sull'assunto opposto: le cose hanno un valore intrinseco, assoluto. Solo così è possibile contabilizarle e renderle trattabili con strumenti matematici semplici o sofisticati. Con valore assoluto intendo riferirmi a quanto concerne il giudizio del consumatore, non alle fluttuazioni nel tempo tipiche ad esempio del mercato azionario.
E' comunque ovvio che per quanto una cosa sia per me inutile chi vende non potrà regalarmela. Si applica la logica del mercato: la legge domanda-offerta associata ad un vasto bacino di utenza, vero o previsto, crea il prezzo reale. Quando si cerca di forzare il sistema, perchè si è in posizione dominante, imponendo come prezzo il valore assoluto del bene, si creano squilibrii ed i prezzi crescono in modo sproporzionato ed ingiustificato. Vedasi mercato immobiliare.
postato da: karagounis78 alle ore 18:22 | Permalink | commenti
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venerdì, 26 giugno 2009
Math politic

Il più grande male della società moderna: la "previsionalità", ossia l'abitudine di fare previsioni su eventi futuri e su queste basare scelte e giudizi.
Non parlo dell'uso scientifico basato su fatti, prove e teorie, ma di quello più economico. Quante volte sentite dire che un titolo di Borsa sta perdendo non perchè l'azienda sia in perdita ma perchè è cresciuta meno del previsto. Siccome è valido anche l'opposto, mi chiedo sempre quale manager non abbia interesse a sparare basso magari ben sapendo che il risultato finale sarà migliore.

Ora lo stesso gioco viene fatto in politica. Prendiamo Franceschini, per esempio. Da qualche giorno pensa e dichiara di aver vinto la tornata elettorale sulla base del fatto che Berlusconi, sborone!, alla vigilia del voto sparava alte percentuali per il PdL. Se si fosse dichiarato sconfitto in partenza, ora dovremmo forse gridare al nuovo messia della politica ed aspettarci il suicidio collettivo del PD?
I numeri...solo l'assoluta oggettività del dato duro e puro è capace di fugare ogni dubbio. In questo caso il centrosinistra ha perso rappresentanza istituzionale, in Europa come nelle amministrazioni locali. E' inutile fare conti strani, sommare capre con cavoli e dire di aver vinto.

Perchè la gente è forse stupida, ma per sfortuna di questi furbacchioni non è spesso capace a far di conto...
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mercoledì, 17 giugno 2009
Matrix mon amour

Spesso mi si accusa di essere inquadrato come i cavalli. Solo per il fatto di essere ingegnere non vuol dire che ciò corrisponda a verità. Ammetto di non avere fantasia, ma supplisco perseguendo un'altra via.
Pensare fuori dagli schemi significa pensare in modo trasversale ad essi, non ritrovarsi per troppo tempo in nessuna categoria e venirne così assorbito, essere capaci di sempre nuovi slanci. tutto ciò, che minimamente si adatta al mio ingegno, però non fa seguire la capacità di creare un nuovo schema seppur personale, perchè sarebbe violare la definizione stessa testè data.

Ed è qui che entro in scena io. Io non sono nè dentro gli schemi nè fuori, io semplicemente penso gli schemi! E me ne accorgo ogni giorno lavorativo che passa: adoro trovare nuovi modi per inserire, catalogare, guardare, analizzare i dati forniti dal sistema informativo aziendale in modo da poter rendere più agevole e chiara la gestione della documentazione dell'ufficio. Se fossi rinchiuso nello schema preesistente non potrei dare un grande contributo, sarei un passacarte; se fossi fuori dagli schemi per contro non potrei assoggettarmi ad un sistema così rigido di catalogazione. PEr fortuna guardo oltre, vedo la situazione dal di sopra, da una nuova prospettiva. Apporto migliorie ma non invento, creo senza creare...
Un perfetto tao-manager.
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mercoledì, 10 giugno 2009
Free Bird

Ma come, io scrivo un post ispiratissimo su di un argomento di spessore e nessuno mi lascia il benchè minimo commento? Sono passati i bei tempi in cui avevo decinaia di lettori. Ah, che malinconia...
Comunque, volevo far sapere che mi sto interessando ad un nuovo argomento, il movimento culturale del Transumanesimo (evitate le battute con la transumanza). Trattasi di un filone di pensiero che vuole approfondire e promuovere tutte quelle ricerche, tecnologiche ma non solo, che possono far compiaere all'esssere umano un balzo evolutivo netto, tale da distinguerlo da ciò che siamo ora. Semplificando dei maniaci di fantascienza e cyberpunk applicato. Nel coacervo di ramificazioni penso vi sia posto per riflessioni che meritano di essere approfondite: come cambierebbero per esempio etica ed estetica?

Settimana scorsa grande concerto dei Lynyrd Skynyrd. Che brividi quando si sono fatti chiamare a gran voce per il bis ed hanno attaccato con Free Bird! Davvero imperdibile.
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venerdì, 05 giugno 2009
Teodicea

Sto leggendo la voce di wikipedia realtiva a questa branchia della teologia. Come dice il termine si tratta del ramo che studia la giustizia divina.
Mi pare molto interessante capire ciò che ne scaturisce perchè evidenzia alcuni aspetti della natura divina che solitamente non vengono presi in considerazione. Solitamente infatti si pensa a Dio come ad un essere buono e giusto, che concede il libero arbitrio ma ne punisce l'eventuale cattivo uso fatto contro i suoi dettami. Non ci vedete una profonda umanizzazione della divinità, non troppo differente da quella che caratterizzava il politeismo classico se non per l'accento posto soltanto sugli elevati attributi di Dio, giustizia e bontà?

Tuttavia, e qui si sono già in passato intrecciati fioretti filosofici, Dio è sommamente ed infinitamente buono e giusto, è l'essere perfetto, il vertice di ogni cosa. Può dunque un essere così sommo essere in grado di distinguere e tenere separate le diverse qualità? Lasciare la libertà di peccare andrebbe a danno della somma giustizia, che è per sua natura egualitaria, e viceversa essere egualmente giusti va a scapito della libertà individuale concessa. In più, come nota Bayle, Dio è onnisciente ed onnipotente, altre due qualità somme che vanno a danno di bontà e giustizia. Se so che verrà fatto del male e non lo impedisco, non sono certamente nel giusto e non posso dirmi buono.

In sostanza dove voglio arrivare: un Dio immensamente sommo ha le mani legate dal suo stesso essere perfetto. L'avere caratteristiche perfetee richiede necessariamente che queste vengano esplicate alla perfezione, il che significa sapere tutto e fare tutto perchè giustizia e bontà siano sempre rispettate. In un simile contesto non dovrebbe esistere il male e nemmeno il libero arbitrio che ne è il precursore, anzi non dovrebbe esistere nulla. Un Dio siffatto concepirebbe soltanto un universo indistinto nelle sue componenti, un brodino di materia ed energia perfettamente uniforme e xxxx. Riconoscerete sicuramente in qesto punto di vista il seme dell'ateismo.

La salvezza di Dio passa soltanto attraverso al sua corruzione da essere sommamente perfetto, nel qual caso potrebbe dotarsi di libero arbitrio lui stesso e decidere quali siano le regole che definiscono la giustizia e quindi la bontà. Onniscienza ed onnipotenza, che sono qualità passive, intrinseche, possono permanere ma se ne potrebbero non sfruttare le potenzialità. Certo però rimarrebbe sempre il grosso tarlo che le sofferenze terrene siano distribuite in maniera non equa in relazione alla bontà del singolo, ed anzi che Dio si diverta a veder soffrire i buoni, salvo poi premiarli nella vita ultraterrena, qualora esista. Personalmente non me la sentirei di votarmi ad un Dio così imperfetto e discrezionale. Tuttavia è comprensibile, alla luce di tanti studi antropologici, che si sia arrivati ad un simile concezione di divinità, che è quasi perfetta, irraggiungibile sicuramente, e che raccoglie le migliori qualità dell'animo umano. Dio infatti non può in ogni caso essere concepito come in parte malvagio. Come diceva Sant'Agostisno egli è il sommo bene, mentre il creato da lui è un bene corruttibile. Il male visto come corruzione del bene e sovvertimento dell'ordine stabilito, l'anelare sempre al bene superiore e non confondere i beni materiali con esso, è un concetto che mi pare richiami dottrine mistiche, orientali. E applicandola nasconde strani scherzi.

Si dice che Gesù fattosi uomo abbia voluto condividere le sofferenze dell'umana gente e quindi rivelare con questo una possibile redenzione dal peccato. E se invece le sofferenze di Gesù, prendiamolo come una parte della divinità che si è temporaneamente separata da essa, siano dovute al fatto che abbia voluto sperimentare i beni corruttibili e quindi sia stato punito per la sua rinuncia al vero bene superiore? Interessante riflessione, ricca di eresia direi.

Le società

Non è tanto il capitalismo o il liberismo sfrenato a rovinare fette della società. Non lo è nemmeno il comunismo. Tutto sta nel come i sistemi vengono applicati e nelle loro deviazioni.
Guardo TV7, rubrica del Tg1, e vedo un servizio su Scampia. Le famose Vele, quei palazzoni enormi e fatiscenti. Mi chiedo, come hanno potuto degli architetti pensare che riunire un numero elevato di persone in palazzi stile formicaio potesse giovare alla qualità della vita, alla formazione di una comunità. L'unica comunità creatasi è quella del degrado e della malavita. Accumulare persone come merci, materie prime dalle quali estrarre lavoro, meglio se abasso costo, è una devianza.
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martedì, 26 maggio 2009
Copione già visto

Arriva sempre il momento dell'anno in cui ho il crollo dell'ispirazione. In realtà ho qualche idea per dei post ma non riesco a concretizzare.
Temo sia l'effetto del non avere internet a casa: riguadagna importanza il mondo reale, le cose fisiche, le azioni manuali a discapito delle perigranazioni tra le pagine web e gli spunti di pensiero. Dovrò porvi rimedio al più presto, ma non ora che la crisi colpisce pesante.

Forse dovrei stimolarmi cambiando lettura. Il Signore degli anelli, per quanto bello, non mi aggrada più come un tempo, penso anche per colpa della trilogia cinematografica. Devo buttarmi al più presto sul nuovo di Corrado Augias, Disputa su Dio, abbinandolo magari ad un romanzo d'azione o d'avventura, qualcosa di movimentato comunque. Sono così poco involgiato che perfino le donnine discinte (e qualcuno dirà "per fortuna!") mi vengono a noia.

Ho anche trascurato il nuovo cammino sulla via del Tao, almeno in linea di riflessione teorica. In realtà sono in attesa che mia sorella mi presti il libro Il Tao della fisica per continuare nelle elucubrazioni. Diciamo che mi sono maggiormente concentrato sul Tao del corteggiamento, una pratica a cui non ero più avvezzo da almeno un decennio.
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mercoledì, 20 maggio 2009
Pausa

Wow, parecchio davvero che non riempivo questo spazio, più della norma almeno.
E ora che dovrei scrivere? Non sono preparato! Ho solo brevi appunti su vari argomenti nessuno dei quali mi pare più così affascinante: il tema del mito, le manifestazioni di Torino contro il G8, il salto delle vacanze al mare, il Salone del libro...ma in fondo fuori c'è il sole, ho una splendida donna che mi attende a casa, sono giovane e in forma, perchè allambiccarsi il cervello per comporre quando manca l'ispirazione?
Ce ça, come ci come ça...you touch my trallallà!

IRA

1- Chi è stata l'ultima persona con cui ti sei arrabbiato?
Paola, ma come sempre me ne sono pentito subito.
2- Qual è la tua arma preferita?
Solitamente apprezzo la cruda semplicità dello spadone a due mani. Tuttavia anche un M16 può risultare utile in certune circostanze.
3- Picchieresti uno del sesso opposto?
No, non sarebbe per nulla onorevole.
4- E dello stesso?
Sì, anche se non mi è mai capitato.
5- Chi è stata l'ultima persona che si è arrabbiata con te?
Paola.
6- Porti rancore?
Difficilmente; basta poco a farmi sbollire.

ACCIDIA


1- Qual è la cosa che dovresti fare giornalmente e non stai facendo?
Sono piuttosto metodico e comunque non ho scadenze giornaliere.
2- Che ora era la volta in cui ti sei svegliato più tardi?
Le 13 circa.
3- Nomina una persona che ti eri ripromesso di chiamare ma non l'hai ancora fatto?
Simone.
4- Qual è stata l'ultima scusa che hai usato per non fare qualcosa?
“Lo faccio domani” ben sapendo che non sarebbe avvenuto.
5- Quante volte hai premuto sulla sveglia oggi?
Due, come ogni mattina.
6- Cosa non fai mai per pigrizia?
Terminare di dipingere la ringhiera del balcone.

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lunedì, 11 maggio 2009
Evolution

In ufficio c'è sempre un fervente chiacchericcio politico o macroeconomico. Immancabili i pareri discordanti e le diatribe infinite. In questo clima però perfeziono le mie riflessioni.

L'ultima in ordine di tempo è legata alle citazioni di brani di pensatori storici che paiono perfettamente attuali.
Siccome spesso trattasi di brani che denunciano la pericolosità di atteggiamenti tendenti al dittatoriale, di limitazioni della libertà e via discorrendo, i miei colleghi vi leggono la volontà di un ritorno ad un certo passato da parte delle nostra classe politica.
Io invece leggo l'esempio nel verso opposto: non c'è un voler tornare al passato, è che nel tempo non siamo mai cambiati. E' da tanto che lo penso, ossia che i secoli che crediamo esserci lasciati alle spalle sono invece ancora radicati in noi. Nonostante tutte le conquiste teconoligche e sociali, la società mondiale non ha ancora fatto quel salto evoluzionistico che la proietti verso un nuovo stadio. Non abbiamo ancora raggiunto la massa critica, potremmo dire; ci sono tante piccole realtà in cui si stanno rafforzando nuovi sistemi di struttura sociale, basati su concetti di coesione e condivisione con particolare attenzione alla qualità della vita e non alla quantità dei beni, ma sono ancora troppo sparsi, non coordinati globalmente e con standard differenti.

Il terreno, anche grazie alla crisi, si sta arricchendo di questo fertile humus di neo-società, ma ci vorrà tempo perchè si sviluppi un albero vigoroso capace di attrarre a sè il resto del sottobosco.
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mercoledì, 06 maggio 2009
Così come l'ho scritto

Elezioni


Stavo riflettendo su chi votare alle prossime elezioni europee. Mi trovo piuttosto spaesato ancor prima di aver sentito i vari programmi.
Mi colpisce un semplice ragionamento. Nelle elezioni amministrative e provinciali è lecito, anzi forse doveroso, votare per la persona indipendentemente dal partito; alle politiche nazionali ciò non è più possibile quindi occorre affidarsi agi schieramenti partitici e ai loro sbandierati programmi. Per le europee anche ciò però non basta più: per quanti programmi possano proporre i partiti italiani al parlamento di strasburgo dovranno confrontarsi con le idee degli altri partiti europei e voglio vedere cosa mai riusciranno a mantenere. Non sarebbe dunque più logico che si presentassero in tutti i paesi dell'unione dei partiti europei con liste per i singoli stati? Programma unitario più facile da attuare con al più promesse per interventi a livello locale.

Revolution

Dietro consiglio di un collega sto guardando Persepolis, cartone animato prodotto in Francia. La storia si ambienta in Iran e sulle prime ne descrive, attraverso gli occhi di una bambina, le vicissitudini seguenti alla caduta dello Shà di Persia, quando salì al potere la dittatura islamica.
Quello che mi è saltato all'occhio è come la caduta in questa dittatura sia stata voluta dal popolo stesso che si è ribellato allo Shà che, pur sotto leggi restrittive, stava conducendo il paese verso un elevato grado di modernità economica e sociale.
Perciò, viene da chiedersi quanto sia positivo e realmente migliorativo un moto rivoluzionario. Gli esempi storici non mancano. La Francia ha vissuto un breve periodo di caos repubblicano ma ha finito con l'incoronare un imperatore. La Russia è passata da uno Zar ad un dittatore comunista, e per il popolo non penso sia stato così un bene. Sudamerica e Africa vedono susseguirsi di rivoluzioni e controrivoluzioni che segnano il passaggio da un regime al successivo. Gli States sono uno dei pochi esempi che mi vengono in mente di rivoluzione proseguita bene, anche se in quel caso si trattò di un fattore economico e non politico. Anche l'India si è liberata dal giogo con un moto rivoluzionario seppur atipico.
Tuttavia la maggioranza delle volte la rivoluzione non porta profitto, scaraventa dalla pentola alla brace. Si creano fazioni interne al paese e chi viene sconfitto paga dure repressioni; troppo facile in questi casi esere trascinati in una spirale di violenza e repressione indiscriminata. Chi lascia la strda vecchia per la nuova...molto meglio cercare vie meno drastiche per cambiare ciò che non piace, in modo che il cambiamento sia meno traumatico e più accettabile da tutti.

Pessimismo e fastidio

Chi è l'ottimista e quindi chi è il pessimista?
Non è solo questione di vedere le cose per il lato positivo a tutti i costi, ritengo che la differenza si celi spesso dietro all'ampiezza del campo di analisi considerato. Il pessimista prende in esame tutto, l'intero contesto oltre ai singoli eventi; è chiaro che è molto improbabile che tutto sia perfettamente a posto e positivo.
L'ottimista per contro si concentra sui singoli fatti e trova molto più facile incappare in aspetti positivi.
postato da: karagounis78 alle ore 18:53 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 27 aprile 2009
Ryanair

Dopo anni di lotta in tal senso, finalmente qualcuno con il potere pare aver avuto un'idea simile alle mie.
http://www.libero-news.it/articles/view/538923
La Ryanair sta pensando ad un sovrapprezzo sul biglietto per chi supera un determinato peso, per gli obesi insomma! Basta considerare queste persone al pari di tutte le altre: sono un "peso" per la società e pare anche per i mezzi di trasporto, cosa più volte segnalata. Un mondo a misura di obeso è un mondo malato; certe contromisure salvaguardano l'integrità della società e anche la salute degli obesi stessi che dovranno a questo punto prendere delle contromisure.
Altro che RobinHood tax. Voto a favore per la Jabba Tax!
postato da: karagounis78 alle ore 16:29 | Permalink | commenti (5)
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